C’è una bella luce in questi giorni. La stessa luce che mi ricorda le mattine di vacanza,al mare, quando l’aria è tersa e fresca, il cielo azzurro e il sole ancora amico, che scalda ma non scotta.
Quell’aria che ti porta ad alzarti sapendo che ad attenderti c’è una distesa di acqua in cui perderti per qualche ora. Allora nella borsa frigo si mette l’acqua minerale, qualche pesca profumata e fresca, e si parte con il salviettone sotto il braccio.
Adesso ad essere onesti qui ci sono le pesche,tante e profumate, di ogni varietà perché ho saccheggiato il fruttivendolo:D, di acqua invece non ce n’è molta, giusto la piscina dei miei vicini, che vedo dal balcone…niente onde, niente iodio… ma sto imparando che in fin dei conti quello di cui si ha bisogno ce lo portiamo spesso dentro, senza quasi accorgercene. E per una volta vi assicuro che non è una forma di autoconvincimento per le vacanze al mare che forse non ci saranno nemmeno quest’anno:).
Per questo mi godrò questa panna cotta sopravvissuta* seduta sulla mia sedia a dondolo sul terrazzo, guardando il frassino frondoso che mi fa ombra e ascoltandolo muoversi al vento…augurando buone vacanze a chi è già partito,e chiudendo per un po’ probabilmente la cucina:D…
Un dolce un po’ decandente forse, ma in realtà ogni cucchiaino è una carezza voluttuosa per il palato ( e per l’anima), arricchita dalla nota rustica del timo mescolato con i frutti di bosco…
*ah! è sopravvissuta questa alla gola del mio piccolo cane, che mentre facevo la foto si è invece slappata con gusto la panna gemella… va beh almeno avete la certezza che fosse buona:D




