rubo il pc a Genny e vi vengo a salutare io:D
pero’ non so cucinare, posso dirvi solo dove comprare le crocchette:D
Scusate, lo so che ormai siete forse anche stanchi di vedere questi dolcetti tanto inflazionati ultimamente. Ma per me erano un cruccio. “Non i verranno mai, dicevo” .. un po’ come i biscottini al burro… La coroncina alla base era diventata il mio cruccio assoluto…
E allora sono intervenute loro! Alice, maga dei macaron, e Gaietta, si sono armate di albumi e zucchero a velo e sono venute in mio soccorso. Abbiamo passato la domenica a macaronare:) e io sembravo una bambina quando ho visto che la coroncina formarsi in forno:D
Sotto lo sguardo vigile di Alice ho imparato che le mandorle vanno tritate finissime e frullate con lo zucchero a velo. Che vanno setacciate assolutamente. Che lo zucchero va inserito negli albumi in tre volte ( ho provato a chiedere ad Alice se si potesse fare in due, ma no, tre!:D).
Che i macarons devono cuocere piu’ o meno 13 minuti… insomma la mia maestra è stata molto precisa:D ma decisamente ne sono felice:D, perchè finalmente i dolcini sono venuti!:D
Li abbiamo preparati al caramello salato (la crema viene dalla ricetta di Tuky)
e con una ganache di fragola e cioccolato bianco…erano circa 20 ma non ne sono arrivati molti fino al giorno dopo!:D
Vi riporto qui la ricetta di Alice . Più che altro come appunto, perché credo che ci saranno molte prossime volte !
(PS. non mi entusiasma il sapore dei macarons in se. Ma a parte che ci si può sbizzarrire con i ripieni, sono così belli!:D)
Il nostro viaggio a Stoccolma è stata una pausa da tutto e da tutti. Una pausa al freddo, passata dentro e fuori dai caffè che animano le vie di questa cittadina piccola e deliziosa.
Ci sono mattine in cui mi sveglio presto.Non capita spesso. Capita soprattutto adesso che è primavera. La luce nella mia camera filtra attraverso le tende che non chiudiamo mai , e inonda il letto. A quel punto l’idillio si rompe con la gatta che comincia a grattare l’armadio per aprirlo (lo fa sempre alle sei, non so perchè), di solito mi giro dall’altra parte, e aspetto che suoni la sveglia di mio marito.
Poi resto sveglia perché ho sempre paura che lui si riaddormenti, e allora vigilo perchè si alzi davvero. Lui fa uscire i cani e allora ci si puo’ alzare, ma ancora assonnati e senza voglia di cominciare.
Invece ci sono mattine come questa in cui mi sveglio presto, con la voglia di fare mille cose, con l’aria frizzantina del mattino che mi sferza il viso mentre apro le finestre, con la testa che gira a mille piena di pensieri positivi …ecco…
è arrivata la primavera…anche qui …
Una fetta di ciambellona di ricotta classica per fare colazione insieme?
La ricetta base la trovate qui , io ho sostituito circa 40 gr di farina con il cacao per averla un po’ moretta…
Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale alla vaniglia. Montare i rossi con lo zucchero, unire la ricotta e la farina setacciata con il lievito.Se l’impasto vi sembra troppo sodo ( dipende dall’umidità della ricotta, aggiungere un po’ di latte. Unire anche gli albumi montati a neve. Mettere nel fornetto versilia imburrato e cuocere per circa 1 ora a fiamma bassa. Nel forno normale cuoce 40 minuti a 180°C
Sono rientrata ieri sera da un viaggio al freddo di Stoccolma, dove tutto è ancora coperto di neve , devo ancora riordinare i pensieri e piangere (metaforicamente) la mia vaschetta di crema di nocciole che ho dovuto abbandonare in aereoporto perchè la signorina diceva che era un liquido ( e io a spiegarle:ma no, è crema:D) .
Non ho toccato una padella per 5 giorni e lo ammetto non mi è mancato per niente:D ma aprendo il frigorifero ho visto anche la mia pasta madre agonizzante che chiedeva pietà. E’ tanta, in casa non c’è pane quindi credo proprio che nel pomeriggio mi metterò ad impastare questo…e così ve lo racconto.
Questo pane l’ho scoperto da Sara , e solo dopo ho scoperto che altro non è che il pane del rinfresco delle Simili, o almeno è da li che si parte:D
Evidentemente il fatto che questo per me sia l’anno dei trent’anni, non mi permette di tenermi lontana dall’autoappormi etichette. Così dopo avervi rivelato il mio animo acido ( e credetemi, ci son fatti in questi giorni, piccolezze, che mi abbassano il pH:D), mi appongo un secondo aggettivo,anche se soprattutto per chi mi conosce, è un segreto di Pulcinella.
Sono golosa. Sono una donna decisamente golosa. Potrei lanciarmi ora in una serie di pensieri per valutare come questa mia caratteristica, ahimè o per fortuna, mi caratterizzi in tutti i campi della vita, ma vi risparmierò limitandomi al mondo culinario:D
Non so resistere al buon cibo.Per quello cattivo, non so resistere all’assaggio.Poi mi fermo:D.
Sono il tipo che deve provare il sugo prima che la pasta sia pronta, che deve leccare la ciotola della torta, che non resiste a succhiarsi il dito sporco di crema, che non può non assaggiare la tavoletta di cioccolato prima che finisca nella torta, che in certi casi scambierebbe il principe azzurro con la scarpetta, se a disposizione ci sono del buon pane e un “pucino” degno. Sono il tipo che nonostante aspiri sempre e da sempre a un numero 5 come decimale sulla bilancia, non sarebbe credibile magrissima come nei sogni:D.
E sono una che non si ferma di fronte alla voluttà di una panna cotta morbida e dolce per via del cioccolato bianco, ma stemperata dall’acre esotismo di una salsa fruttata…affondo il cucchiaio finché non ho vuotato il piatto, ma con lentezza, perché tutto sommato, non voglio che finisca:)
Uh come è partita male questa giornata! Ve li ricordate i miei vicini quelli dei troccoli? Quelli che urlano e quelli il cui cane ha dato origine agli 8 cuccioli di Sally? Ecco ora sono ancora più vicini …hanno acquistato anche un appartamento adiacente al nostro. E si sentono padroni del mondo , al punto da permettersi di farmi trovare questa mattina una liana di corrente che penzolava nel mio giardino, senza, ovviamente, minimamente porsi il problema di chiedere o avvisare…( e soprattutto senza considerare che io ho 2 cani, come ben sanno, e che i cani amano rosicchiare…)
Quanto mi fanno arrabbiare queste cose…ma il rispetto è qualcosa che hanno smesso di insegnare? (che poi il signor Vicino non è che sia di primo pelo..:( ) sgrunt..sono arrabbiatissima…meglio che respiri profondamente prima di andare a discutere…magari per rilassarmi chiudo gli occhi e penso all’imminente partenza per Stoccolma…e magari già che ci sono vi mostro queste focaccine di Leila Lindholm (svedese appunto:)) dal libro Pane, dolci e biscotti da cui già avevo preso questa torta con i frutti di bosco supergoduriosa e iperglicemica..
Leila dice di cuocere queste focaccette in padella…io l’ho fatto ma poi una volta mi sono stancata e le ho cotte pure al forno, per fare un’esperimento…ed è riuscito!:D Il risultato è differente(sottili quelle in padella, morbidissime quelle al forno) ma il mio consiglio è di provare a farla in entrambi i modi per trovare le vostre preferite:D
Mi succede sempre in questo periodo dell’anno . Mi sento addosso la voglia di cambiare il (mio) mondo, la voglia di credere che sia possibile, il bisogno di freschezza e leggerezza , di levarmi quella pesantezza mentale che mi accompagna sempre d’inverno … Mi assale la voglia di sorridere e la voglia di delicatezza…ma sempre accompagnate da una sensazione di vulnerabilità che non riesco a cancellare….
Un po’ come questo pesto di rucola, agrumato, profumatissimo e delicato, ma con una nota amara in retrogusto…L’ho usato per condire degli gnocchetti di patate, con uno spolverata di ricotta salata sopra, e l’ho trovato proprio perfetto per questo momento…il profumo delle mandorle e dell’arancio è inebriante….
Vi capitano mai periodi in cui vivete al risparmio energetico? No no non parlo di vita a impatto zero, parlo proprio di cercare di risparmiare qualunque cosa a prescindere, per un motivo preciso.
Risparmiare energie per investirle in nuovi progetti che stanno partendo.
Risparmiare calorie per cercare di rientrare nei pantaloni.
Risparmiare parole per evitare di sprecarle al vento senza che arrivino a colpire le orecchie di chi le dovrebbe capire.
Risparmiare sulla benzina, che altrimenti finisce che le vacanze non le vediamo nemmeno quest’anno, e invece io ormai ho deciso che voglio andare in Salento ( a proposito, qualcuno ha qualche consiglio sui campeggi?:D)
Risparmiare in generale sugli sprechi. Evitarli proprio se possibile. Ecco da dove è nata questa ciambellona salata. Dal tentativo di dare una forma concreta e commestibile agli avanzi sparsi per la cucina:D
E così ho ripreso una classica ricetta di ciambella salata, e come si fa nelle migliori famiglie, ho apportato le modifiche necessarie per adattarla alle mie esigenze…
Il risultato? Una ciambella morbida morbida e ricca, che accompagnata a un’insalata, è diventata una cena perfetta! Per cuocerla poi ho usato questo magico oggetto d’altri tempi che non conoscevo, che a mio parere fa ottenere risultati anche migliori del forno…Senza contare il risparmio di elettricità:D….
Quando ero piccola la mia merendina preferita era la ciambellina paradiso. Morbida, bianca…
Oddio devo ammettere che già allora non è che mi facessi molti problemi e fossi molto schizzinosa, mangiavo cmq tutto:D Però le ciambelline così profumate mi avevano conquistato!
Ovvio che non appena arrivato in casa questo stampo per ciambelle, fossero la prima cosa che provassi a replicare… però questa volta ho aggiunto un cucchiaio ( l’ultimo!:() di pasta di pistacchio, e invece che bianche le ho fatte di un bel verde delicato… speriamo sia di buon auspicio per la primavera, che qui è ancora sotto la neve:D
Vi lascio la ricetta tra un colpo di tosse e l’altro:D
Attenzione! La rete è un posto pericoloso. E anche tra i foodblogger si aggira un losco figuro.Vi potrebbe chiedere l’amicizia,magari passa anche da voi per lasciarvi un commento.Si cela dietro l’aria elegante e cordiale, e vi affascina con smalti brillanti e collane superbellissime. Ma in realtà ogni tanto cala il velo e vi mostra la sua vera natura.
é’ lei, la polpettatrice folle:D
Lydia ha sempre detto sul suo blog di adorare le polpette, e ce ne ha presentate di tutti i tipi. Ma quando a inizio settimana ho visto queste, ho pensato che potessero essere un’altra valida alternativa per far mangiare il cavolfiore al marito restio, e le ho subito preparate per la cena di ieri sera.
Il responso: “ma l’ultima che c’è sul piatto la vuoi tu o la posso mangiare io?:D” …ottimo no?
Sta a vedere che questa polpettatrice napoletana non è affatto pericolosa:D E quindi vi copio la ricetta che ho seguito pari pari ( anzi no, non ho messo l'alice e nemmeno le olive:Dche non ne avevo!ed erano buone lo stesso, probabilmente piu’ dolcine), che devo tenere nel diario sotto al dicitura:da rifare:D