venerdì 28 gennaio 2011

Quasi una Banitza.La torta della Vicina, zero fatica.

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Io ho tanti vicini.

C’è Oscar che in realtà si chiama in un altro modo, ma io l’ho ribattezzato e gliel’ho pure detto , di modo che non possa sbagliarsi.Lui.:) ( ho dei problemi con i nomi:D)

C’è Fatima la vicina marocchina che mi regala il pane e che ai primi di gennaio mi ha suonato il campanello per chiedermi in prestito delle fragole …(non conosco la stagionalità marocchina di frutta e verdura, ma il mio restare basita l’ha stupita…non si capacitava di come potessi non avere fragole in casa!:D)

CI sono i VecchidellaCorte ( lo so che sembra scortese, ma se vi dicessi quel che ci combinano, pensereste che siamo anche gentili. E poi che siano anziani è un dato di fatto, esattamente come Gatto era il nostro gatto).

Ci sono i vicini rumorosi con il padre che è la copia di Papiultrà  che ora pare ( indiscrezioni) stiano tentando un piano di accerchiamento, comprando per la nonna l’appartamento adiacente al mio!(#cercounacasanuovadisperatamente)

E poi ci sono IVicini . Tutto attaccato. I primi che eroicamente, insieme a noi, hanno cominciato ad abitare queste palazzine fantasma, quelli che hanno sopportato tutto quello che è successo in questi due anni, quelli con cui dividere gli scleri al telefono e gli avanzi delle cene famigliari nei nostri improvvisati aperitivicena della domenica.

LaVicina dice di non saper cucinare.Io devo ammettere che tutto quello che ho assaggiato uscito dalla sua cucina, era piu’ che buono.Ma credo che in verità semplicemente non le piaccia stare ai fornelli.Quindi quando qualcuno le dice: porti qualcosa? lei fa questa torta salata.

Che dovrebbe essere di origine bulgara, dovrebbe essere una rivisitazione della vera e classica banitza, l’alternativa alla pizza . Quella vera si prepara con la pasta fillo , ed  è un torciglione ricco di uova e formaggio.Questa versione della Vicina è certo più pratica, con la pasta sfoglia sopra e sotto. Ma il sapore non cambia:D.

Io addirittura dimezzo le dosi e chiudo la sfoglia a mezzaluna . Per due è una cena veloce e perfetta:D

La torta salata della Vicina ( quasi una Banitza )

  • 1 confezione di pasta sfoglia (va beh lo sapete già che io la prendo pronta quasi sempre, me culpa  mea culpa!)
  • 200 g feta
  • 80 g formaggio bianco spalmabile
  • 150 g yogurt greco
  • 2 uova (tenerne da parte pochissimo per pennellare)
  • sale
  • pepe
  • una spruzzata di limone

Accendere il forno a 200°C .Mescolare tutti gli ingredienti , fino ad avere un ripieno che sarà piuttosto liquido.Mettere la sfoglia in una tortiera, disporre il ripieno su una metà della pasta sfoglia, chiudere bene (è certo più semplice usare il doppio delle dosi e due dischi di sfoglia, per evitare che il ripieno fuoriesca:D). Pennellare con un pochino di uovo tenuto da parte. Cuocere per circa 35 minuti in forno caldo, coprendo con un foglio di carta alluminio se vedete che la superficie si colora troppo.

mercoledì 26 gennaio 2011

Spaghetti al topinambur con la bottarga e di Milano,risotti,radici e identità golose…

Spaghetti
Milano.Frammenti.
C’è una signora sudamericana porta a spasso un beagle e gli parla in una lingua che forse il cucciolo ormai conosce meglio di quella del padrone.
C’è il sorriso di un’amica, e la sua collana
C’è una donna incinta sulla metropolitana, 4 ragazzi che non arrivano a 60 anni nemmeno se sommi le loro età seduti, e ad alzarsi per il cedere il posto un signore che i 60 li ha superati da un po’.
Ci sono le porte ultramoderne con le maniglie finte in un palazzo splendido …dietro ai portoni sulle vie trafficate si nascondono corti e giardini silenziosi e bellissimi, una delle magie della città evidentemente ….
C’è una bimba che corre in piazza Duomo divertendosi a far spaventare i piccioni ( io a vedere che mi volano sulla testa mi diverto un po’ meno:D)
C’è la Mondadori che vende Saveur e Donna Hay, e io che spero che le vendano anche in Feltrinelli prima o poi:)
Ci sono vicoli ricchi di palazzi meravigliosi e affascinanti, lontani dal luccichio delle vie famose ma ancora più luccicanti di mobili antichi e di negozi pieni di oggetti di buon gusto … e io li scopro passeggiando con un’amica che vive dall’altra parte del mondo….
E io a Milano che cosa ero andata a fare? Per ascoltare la presentazione di Identità Golose evento che vedrà la città capitale della cucina d’autore dal 31 gennaio al 2 febbraio .
risotto per milano
E da sabato cominciano anche Wine Love e Un risotto per Milano, per raccogliere golosamente fondi a favore dell’ANLAIDS assaggiando risotti prestigiosi.
Per i programmi vi rimando direttamente ai siti ufficiali delle due manifestazioni, e se decideste di passare da quelle parti, conto assolutamente che si riesca a salutarci!
Ma oggi abbandono per un attimo il mestolo con cui mi sto esercitando a girare  il risotto degli chef Costardi del ristorante Cinzia di Vercelli per lunedì (ansia da brutta figura?Noooooooo!:D), e butto la pasta.
A Milano ho incontrato anche Jasmine di Labna…e mi sono ricordata del suo contest Mettere radici.  Questa pasta ormai è mia amica da tutto inverno .Provatela. é un primo veloce e leggero, cui non manca certo il gusto!Il dolce del porro si sposa con il topinambur, arricchiti dai semi di finocchio. E la bottarga accende tutto di sapore!
Spaghetti con topinambur, bottarga e semi di finocchio
Per 2 persone
  • 180 gr spaghetti
  • 1 porro
  • 3-4 topinambur ( circa 300 g)
  • 3 semi di finocchio
  • brodo qb
  • sale
  • pepe
  • bottarga qb
  • olio evo
Tagliare il porro e farlo leggermente stufare in un filo d’olio d’oliva con i semi di finocchio. Tagliare a tocchetti anche il topinambur sbucciato e metterlo con il porro.Coprire di brodo e cuocere per circa 15-20 minuti, fino a che sarà morbido . Frullare a crema , aggiustare di sale (considerate poi che arriverà la bottarga, quindi siate parchi) e poco pepe.
Condire la pasta che avrete lessato in abbondante acqua salata , e grattugiare sopra abbondantemente la bottarga. Gustare caldo lontani dai gatti (la mia adora la bottarga e tende a buttarsi nel mio piatto, sgrunt!)

domenica 23 gennaio 2011

La sfida dell’involtino.MT challenge

 involtini di verza per MTchallenge

Per prima cosa mi scuso io con voi. E si perché dato che di MT challenge si tratta, devo fare pubblica ammissione di colpa. E’ colpa mia se ancora non c’è un pdf del coniglio.M’è scappato dal cappello , gli corro dietro ma non riesco a mettermici con calma … solo per questo credo di meritare già uno dei temibili e pungenti premi dell’Ale:)! ( ho i sensi di colpa:( )

Però con gli involtini suggeriti dalla Mapi mi sono impegnata. A farli . Fotografarli invece è stata impresa ardua:D sono orribili ma ottimi!

Io ho sfruttato la possibilità di cambiare il ripieno , pur mantenendo la tecnica di prebollitura delle foglie di verza, e mi sono lasciata ispirare da un piatto tipico che tutti consocerete, i pizzoccheri.E così ho levato la pasta, ma ho trasformato il condimento di questa delizia nel ripieno dei miei involtini…Patate, casera e verza, un pizzico di pesteda … e quel po’ di burro che in montagna non manca mai:D Per altro non è cosa nuova in Valtellina un piatto del genere I contadini lo propongono da sempre, e ha anche un nome tipico, che però non riesco a ricordare…se qualcuno di voi lo conoscesse….

Che ne dite? Son perdonata per il coniglio?o almeno ho meno da espiare:D?

Involtini di verza ripieni alla valtellinese.

Per le dosi ( a occhio)

  • una verza
  • 2 grosse patate
  • 200 g casera
  • mezza cipolla
  • burro
  • formaggio grana
  • sale
  • pepe

Pulire la verza. Tenere da parte le foglie piu’ esterne, e tagliare le altre a pezzetti. Tagliare a cubetti anche le patate e il formaggio , e affettare sottile la cipolla.

Scottare in abbondante acqua salata le foglie di verza intere, scolarle dopo pochi minuti (un paio) e porle ad asciugare su un canovaccio.

Nella stessa acqua far cuocere per una ventina di minuti le patate e le verze. Scolarle.

Far fondere una noce di burro in una padella e rosolare la cipolla.Quando sarà dorata unire anche verza e patate e schiacciare tutto per bene con una paletta. Togliere dal fuoco  , unire il formaggio e mescolare per farlo fondere.

Riempire gli involtini, chiuderli e disporli in una pirofila. porre sopra ognuno un fiocchetto di burro e una spolverata di grana , e infornare per pochi minuti a 200°C , giusto per gratinare.

 

ah…mi ero scordata di dirvi che non sono light:D

venerdì 21 gennaio 2011

i ravioloni al brasato e un uomo d’oro tutto per me..(Caterina Caselli style)…

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Ho un marito d’oro. E qui lo scrivo qui lo nego, ovvio. Ma ho un marito d’oro per quanto riguarda il suo approcciarsi alla mia passione per la cucina.
E non perché senza discutere ingoia ogni cosa, comprese le ciofeche che qui non si butta niente. Lo fa, ma non senza dir niente, dovevate sentirlo ieri sera quando per l’ennesima volta gli ho proposto la zuppa di cavolfiore ( lui detesta le crucifere e io passo l’inverno a ostinarmi a fargliele mangiare)
Nemmeno è un marito d’oro perché non mi ha ancora cacciato di casa con tutta la mia serie di padellini pentolini oggettini caccavelle….
E neanche perché tra poco non sapremo più dove mettere i libri di cucina ( e non ). E quando dico tra poco intendo proprio domani, quanto mi consegneranno l’ennesimo ordine da Amazon:D
E ancora non merita la medaglia neanche perché sopporta le sessioni di fotografia cui so che anche i vostri compagni sono ormai avvezzi ( e molti, rassegnati:D)
Come? Già tutte queste cose basterebbero? Ora vi stupisco. é un marito d’oro perché
P U L I S C E.
Avete letto bene , ehssissignore, me lo son trovato io, mi spiace per tutte:D. Luca mi aiuta pulendo la cucina mentre ( e dopo che) io preparo. E voi davvero non avete idea di come la mia duemetripertre possa diventare quando mi ci metto. Che posso farci, sto creando:D!
Eppure io mi lamento. Ho da ridire perchè non cucina mai con me.
E allora lui ha fatto pure quello:D. E insieme una domenica fredda e uggiosa nelle vacanze di Natale, ci siam messi a tirare la sfoglia e a preparare il ripieno. Io tagliavo i ravioli e lui li ha chiusi, preciso, uno per uno con la forchetta. Si annoiava da morire, temeva che io lo bacchettassi:D, ma abbiamo cucinato insieme.E se anche avessimo scambiato il sale con lo zucchero, questi ravioli sarebbero stati i piu’ buoni del mondo. Ma dato che per fortuna non è successo:D, erano buoni davvero:D…
Faccio bene, no, a citare Caterina Caselli?
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Ravioli al brasato ( dosi un po’ ad occhio:D)
per la sfoglia
  • due uova
  • 200 g di semola di senatore cappelli
  • 3 cucchiai di acqua fredda
Per il ripieno e il sugo
  • un pezzo di brasato (circa 400 gr)
  • 1 uovo  e 1 tuorlo ( ma qui regolatevi in base a quanto brasato vi è rimasto)
  • due cucchiai di parmigiano reggiano
  • passata di pomodoro
  • sale
Preparare la sfoglia nel piu’ classico dei modi.Lasciare riposare e poi tirarla con la macchinetta (io uso l’imperia allo spesso 4, perchè mi piacciono un po’ spessi)
Con un coltello tritare metà del brasato e metterlo in un tegame con qualche cucchiaio di passata di pomodoro .Aggiustare di sale e fare cuocere fino ad avere un sugo bello stretto.
L’altra metà frullatela con le uova e il parmigiano.
Formate i ravioli, chiudeteli per bene e lessateli in acqua salata. COnditeli con il sugo di brasato e servite.
(senza saperlo li aveva preparati anche Laura per il contest , ma i suoi son piu’ precisi, e son anolini:D)

mercoledì 19 gennaio 2011

Un fiore non fa primavera…(che in un post sul pane al latte c’entra come i cavoli a merenda:D)

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Un mio punto d’orgoglio è di non aver mai comprato ( se non per le emergenze, e comunque non piu’ di 5/6 volte) il pane. Più o meno ogni settimana ne è uscito dal forno un po’, a volte splendido, a volte normale, a volte una ciofeca che pero’, per puntiglio, abbiamo comunque mangiato :D( crostini e zuppa a gogò in questi casi:D)
Non vi starò a raccontare con la dovizia di particolari necessaria a rendere la scena ancora più divertente di quante volte mio marito, bolletta dell’energia elettrica alla manao, si sia messo con amici e parenti a fare i calcoli di come sia una scelta conveniente anche dal punto di vista economico, e che non costa fatica ( a lui, no di certo:D). Non so se me la sento di svelargli che tutta questa convenienza non è che ci sia :) ma che lo faccio lo stesso perché mi diverto:D
E così si sono alternate in tavola pagnotte a panini, pani conditi (il mio preferito!) e pani veloci
E voi? mi linkate il vostro pane preferito?
E da oggi anche il pane da tartina di Pippi. Un pane al latte morbido morbido che io ho arricchito un pochino e servito non solo nei giorni di festa:D Per altro anche io avevo da provare fiori e cuori..:D andate a curiosare per vedere la mia piccola aggiunta! 

lunedì 17 gennaio 2011

Come suonano le trombe?


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Perchè son loro che suonano di solito quando c’è una bella notizia da dare no? Abbiamo i vincitori del contest Aggiungi un blogger a tavola , in collaborazione con KitchenAid , MammaFelice e Paroleappiccicate.
Ebbene si, ce l’abbiamo fatta. E non è vero che ci abbiamo messo piu’ tempo che a costruire la quarta corsia!:D
Ma siam state 4 teste, c’eran 4 vite che dovevano trovare un po’ piu’ di quattro minuti per leggere tutti i vostri 56, anzi 112 post prima di dargli un voto, in base a quanto ci è piaciuto!
E non ne abbiamo saltato uno. Ho visto video, sorriso di fronte alle vignette, guardato colori…ho soprattutto letto storie, dalle quali ho cercato di trarre un po’ di fiducia in più verso questo mondo  del web, che molto spesso ultimamente mi delude…
Ma insomma che faccio io mi metto a filosofeggiare ora?
Voi volete i vincitori….
rullo di tamburi…..
No, non ve li dico qui:)

(essu’..vi voglio movimentare un po’ il lunedì..come quando si leggevano i quadri a scuola…per scoprire se si era stati promossi o meno:D)

Vi rimando sul post dove trovate tutti i partecipanti.
Perchè mi piacerebbe davvero se vi fermaste a leggere anche solo uno degli altri post concorrenti. Magari in questo modo potrete scoprire un blog che non avete mai visto, che magari non parli solo di cibo, o che parli di cibo diversamente da come lo fate voi…chissà:D…Mi promettete che lo fate?:D e poi…

La coppia vincitrice sarà quella evidenziata in …. ROSSO!:D
Ragazze mandate mi al più presto i vostri indirizzi, in modo che KitchenAid vi possa spedire il vostro premio!:D

E permettetemi un grosso grazie a KA ,  e a Barbara e Davide, che mi hanno sopportata con pazienza:D

E dato che so che, nonostante non sia così per tutti, ci sono persone cui piace partecipare ai contest:D, vi saluto lasciandovi con questo nuovo appuntamento. Che amiate san valentino o meno, Eli ci chiede di mettere un po’ di cuore in una ricetta. E se ci ingolosirete, potrete anche essere premiati…che si vuole di piu’?
Per tutte le regole, vi rimando da lei, che, va a capire perché, ha voluto in giuria anche una senza cuore come me:D
logo contest

venerdì 14 gennaio 2011

La crostata di San Gallo.Contaminazioni da social network.

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Leggo quasi tutto quel che compare sui blog che vedo in blog roll . Ma poi per una sorta di compressione dello spazio disponibile su disco, mi ricordo poco:D, o quantomeno ho problemi di geolocalizzazione:Danzi, bloglocalizzazione.

E così mi ritrovo a dire:avevo visto quella ricetta là…era tanto bella, tanto buona…si ma do'v’era?:D

Per fortuna(?) c’è FB . Allora un giorno Elga dice  a Sarah : ma tu sai che la tua crostata di San Gallo è buonissima. E io vado a curiosare. E la vedo. E’ buona ed è facilerrima, cosa che non guasta certo mai. E’ perfetta per la colazione poi, e se è vero quel che leggo, difficilmente arriverà al dopocena in questa casa :D…

Ok … cerco un po’ su internet, alla fine decido anche io di finire il barattolo di marmellata di albicocche anche se ce ne vorrebbe una ai frutti rossi , la faccio , la mangio… non arriva a sera come previsto:D…

Poi non la pubblico.

Macchè mica per qualche furba strategia di marketing, che a volte vedo in giro per la rete:D….

Perchè scopro, sempre su FB, che in quell’abazia ci ha studiato un personaggio pubblico che non sopporto:D e pensare che magari anche lui abbia mangiato la torta mi dava noia:D…. Beh cercate pure voi chi è!:D…saro’ strana eh!:D

però alla fine la crostata è così buona che vince anche le idiosincrasie extracibo:D…in fin dei conti a tavola, a meno che non si voglia fare per forza i fanatici, ci son cose che mettono tutti d’accordo:D

Ah! la ricetta!

Sarah! visto che da te tutto è cominciato, posso copiarla spudoratamente?:D

Crostata dell’abazia di San Gallo

Ingredienti per 8 persone (uno stampo classico a cerniera)

  • 150 gr di burro
  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di polvere di mandorle
  • 20 gr di cacao (non l'ho messo)
  • 5 gr cannella in polvere
  • 300 gr farina
  • 1 bustina di lievito
  • 50 gr di latte
  • 250-300 gr di confettura di ribes rossi (confettura di albicocche)
  • 1 tuorlo
  • 1 albume


Preparazione
Incorporare burro e zucchero fino ad avere una crema. Aggiungere il latte, le mandorle in polvere, la cannella, (il cacao) la farina e l'albume.
Amalgamare quel tanto da ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Rivestire lo stampo a cerniera con i 2/3 del composto, risalendo anche sui lati dello stampo fino a circa metà altezza. Mettete in frigo per far assestare il tutto almeno 30 minuti.
Riscaldate il forno a 180°.
Riprendete lo stampo, riempitelo con la confettura e col resto dell'impasto fate le classiche striscioline e la griglia: spennellate poi col tuorlo restante.
Infornate per circa 40-45 minuti.

ah..dimenticavo…

la prossima settimana ce la faremo, avrete i vincitori di Aggiungi un blogger  a tavola..come si dice? stay tuned!:D

mercoledì 12 gennaio 2011

Bounty Angel cake e trucco e parrucco…

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La Kia quando decide una cosa non demorde. Mi dice un giorno “Genny sei annoiata? e allora il blog deve fare come una donna che quando non si sente a posto, per prima cosa va dal parrucchiere”.

E io: “eh si , i’ vorrei … ma sono indecisa, non so come, non so cosa, non so cosa, non so come” (esattamente come quando vado dal parrucchiere, dico fai tu, e poi esco con i capelli piu’ corti di 30 cm insomma:D)

“faccio io”.

Ed ecco che ne è uscito! a me piace un sacco, una mano di bianco mi ci voleva proprio!:D

La Kia quando incontra qualcosa che le piace non demorde. Te lo dice parecchie volte, te lo tende a ripetere fino a quando non le dai ascolto. E ci sono casi in cui fa benissimo.Così anche io, avvilita dal primo floscio tentativo di angel cake, per cui –capo cosparso di cenere- ho persino dato la colpa alla fotografa piu’ copiata del web , mi son rimessa all’opera.

E ho scoperto che se segui la ricetta e ci metti davvero il cremor tartaro e non il lievito come avevo fatto io pensando che avessero lo stesso effetto , non solo la torta viene, ma è pure mooolto buona!

Del resto la Kia l’aveva detto:D

(si va beh però non crediate..qualche modifica l’ho fatta..ci ho messo il cocco, ho ridotto lo zucchero, ci ho messo sopra il cioccolato…eh…son pur sempre Genny:D)

Bounty Angel cake

  • 12 albumi
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 170+60 g zucchero semolato vanigliato
  • 70 g cocco disidratato
  • 135 g farina

Per la copertura (solo il sopra)

  • 150 g cioccolato fondente
  • un cucchiaio di burro di cacao micronizzato
  • cocco disidratato

Cominciare a montare gli albumi a temperatura ambiente con il cremor tartaro. Unire poco alla volta 170 g di zucchero setacciato e continuare a montare fino a che avrete un composto come quello della meringa.

Setacciate sugli albumi il restante zucchero e la farina e unite anche la farina di cocco .

Versare in uno stampo da angel cake  (o in uno stampo da ciambella) e cuocere a 190°C per 30 minuti (sempre la verifica stecchino:D)

Capovolgere lo stampo, far raffreddare e sformare.

Intanto sciogliere il cioccolato con il burro di cacao micronizzato . Quando la torta sarà fredda, versarlo sulla superficie della torta, e cospargerla di cocco.

lunedì 10 gennaio 2011

Curry giappothai filosofeggiante ( curry verde di gamberi, cocco e arachidi con soba noodles)

 

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La verità è che oggi è capodanno.

Il giorno in cui riparte il trantran quotidiano, che sia il primo dopo le vacanze estive, o quelle dopo i bagordi natalizi, è sempre carico di aspettative.

Io stamattina mi sono alzata in ansia. Avevo mille propositi veri ( non quelli scherzosi di fine anno:D), e il terrore già di infrangerli il primo giorno, con conseguente sensazione di fallimento e avvio con il piede più che sbagliato della giornata, del mese e dell’anno. Poi ho letto questo. E mi sono ricordata del vero e unico proposito che mi sono fatta tra me e me la notte di capodanno ( mentre Vianne mangiava il pezzettone di grana che aveva rubato dal tavolo, e io sonnecchiavo:D) :tempo e qualità della vita dovranno avere la precedenza su ogni cosa.

Sulle scadenze, sulle bollette, sui kg di troppo , sulle ansie…prima ci siamo noi ( io e la mia famiglia) e poi tutto il resto, a corollario e come strumento per vivere bene insieme.

Sembra una cosa da nulla forse per voi. Ma per me riuscirci davvero sarebbe un traguardo fondamentale…

Quindi niente post sulla dieta e sui cibi detox che tanto fanno bene dopo il panettone!:D Anche se ammetto che, nella qualità e nel prendersi cura di se stessi, ci sarò anche spazio a un taglio delle calorie, che qui senno’ tocca davvero farsi il guardaroba nuovo…

Però vi racconto di un piatto tanto speziato e booono  quanto veloce da fare, una commistione tra Giappone e Thailandia… il solo ingrediente fondamentale è la pasta di curry ( verde in questo caso) che io trovo nei negozi di alimentari dal mondo, ma che sono reperibili anche su internet!

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Curry verde di gamberi con noodles e arachidi

per due persone

  • 100 g soba noodles
  • 300 g gamberi ( erano mazzancolle qui:D)i puliti, lavati e scongelati (io li congelo puliti e senza filetto così faccio prima:D)
  • una punta di cucchiaio di pasta di curry verde
  • olio di sesamo o di semi
  • 250 ml latte di cocco
  • una spruzzatina di limone
  • arachidi salate

In una padella far scaldare un filo di olio e buttarci i gamberi . Farli cuocere per pochi minuti, non appena cominceranno a cambiare colore levarli dal tegame. Far sciogliere il curry in un goccio di acqua nella stessa padella, unire il latte di cocco e far addensare leggermente. Aggiungere ancora i gamberi in tegame,dare una spruzzata di limone e sbriciolare sopra le arachidi salate. 

Cuocere per pochi minuti in acqua bollente i noodles, scolarli e servirli con il curry di gamberi speziatissimo!

venerdì 7 gennaio 2011

Il brasato.

(scusate il reloaded ma volevo capire perchè non si aggiorna la blogroll:D)

Brasato

Chi lo fa con la guancia, chi con la “ciccia del supermercato”, chi con il cappello del prete, chi con le parti nobili , chi con quelle meno nobili.

Chi lo cuoce tanto , chi lo cuoce poco, chi ci mette il barolo, chi il “vino del supermercato”, chi lo usa per marinare e poi lo butta, chi lo tiene, chi usa le spezie, chi non le mette, chi unisce le verdure, chi preferisce di no.

Chi conclude con un po’ di cacao, chi usa il cioccolato, chi “ vade retro a queste corruzioni”.

Come tutte le ricette tradizionali, ognuno di voi avrà la sua versione, e ammetto che mi piacerebbe proprio scoprirla..me la raccontate?

La mia ricetta invece, mia non è. Ogni volta che devo preparare il brasato contatto Chiara e le chiedo la ricetta, che ogni volta poi, mi perdo. Quindi rendiamo realmente utile questo blog, e segniamocela qua, così sarò certa di ritrovarla la prossima volta:D

Lei ci mette le spezie del vin brulè ,che lo scaldano.A volte lo lardella, a volte no, dipende dalla “ciccia” . Lei come taglio usa un po’ quel che capita, ma insomma" “pezzi polposi”. Io la seguo e scelgo di solito la spalla (il cappello del prete qui a Milano appunto!), leggermente venata. Lei lo serve con una salsa di prugne, io ci aggiungo un quadrato di cioccolato fondente fondentissimo o una spolverata di cacao … e le due cose non sono in contrasto!

Ci aggiungo anche due verdure io nel fondo di cottura…e poi le frullo prima di servire, per avere una salsa morbida ma senza pezzi… insomma….vi scrivo ‘sta ricetta:D (non vi aspettate dosi precise…non ci sono:D)

Brasato, quello mio e di Chiara.

  • Un pezzo di polpa di manzo di circa 1.200 g
  • una bottiglia di vino rosso corposo ( io, per passione mia, uso di solito un nero d’Avola)
  • uno spicchio di aglio
  • un rametto di rosmarino
  • una stecca di cannella
  • due chiodi garofano
  • qualche bacca di ginepro
  • pepe nero in grani
  • un porro
  • una carota
  • sale
  • brodo
  • olio
  • un quadratino di cioccolato fondente almeno 90% o un cucchiaino di cacao amaro ( da caffè non da thè)

La sera prima mettere in una ciotola il vino con l’aglio, le spezie e gli odori.Aggiungere la carne e lasciarla marinare almeno 12 ore.

In un tegame per lunghe cotture versare un filo di olio e far rosolare la carne da tutti i lati . Levarla e buttare in pentola la carota e il porro tagliati a pezzettini.Farli leggermente stufare, unire di nuovo la carne, filtrare il vino a aggiungerlo nella pentola. Cuocere coperto per circa 2 ore e mezzo a fuoco bassissimo, unendo se occorre un po’ di brodo. A questo punto salare, alzare leggermente la fiamma, scoprire e lasciare asciugare il fondo di cottura  per circa 45 minuti ancora.

Far riposare la carne, poi affettarla. Frullare con il frullatore a immersione la salsa e scioglierci un pezzetto ( un quadratino ) di cioccolato fondentissimo.

Servire caldo con pure di patate o polenta.

Grazie a Braun per avermi fatto provare sotto l’albero il Minipimer Cordless … è stato un piacere:D

Braun

mercoledì 5 gennaio 2011

c’è chi cucina insieme…

cane-e-gatto

..e chi si fa le coccole:D

Il contest Aggiungi un blogger a tavola scade il 6 gennaio alle 23.59 … tutte le feste si porta via:D

Affrettatevi!:)

lunedì 3 gennaio 2011

Un crumble muffin al thè per colazione…verde e gnammosi!

Special Muffin

…si potrà mangiare vero? no dico, anche se siete già alle prese con drenanti a puricanti, anche se sul calendario ( almeno sul mio ) da giorni c’è scritto : non mangiare più!, anche se il Geffer  è diventato il vostro migliore amico in queste festività, un dolcino per cominciare bene la giornata ci vuole no?:D

Giaceva in un cassetto il the matcha,tanto agognato e tanto cercato, e alla fine arrivato nella mia casina grazie a un'amica davvero speciale, che tra l’altro in questi mesi mi ha sopportato e supportato in una maniera che mi ha lasciata a bocca aperta Direi che era arrivato il momento di tirarlo fuori….

E questi muffin me li ha ricordati un’altra amica , sempre avanti, che mi parlava di dolcetti coperti di crumble…

Insomma…son dolcetti morbidi, “gnammosi” che è la consistenza che secondo me deve avere un muffin, che non ha niente a che vedere con i tortini soffici , ma è una cosa che si piazza in bocca e che devi masticare per mandare giù:D ..(“gnammoso” rende no?) . Ma sopra hanno questa crosticina leggermente salatina e croccante che è un vero piacere, perchè si unisce poi alla leggera salinità del thè matcha…

insomma…se siete gnammosi anche voi, provateli:D

Muffin al the’ matcha e seirass con crumble salato

Per 10 muffin grandi ( stampini da 53 mm di diametro)

Per il crumble

  • 50 g burro salato
  • 50 g polvere di mandorle

Per l’impasto

  • 300 g farina
  • 80 g zucchero
  • 5 g the matcha
  • 20 g polvere di mandorle ( dovevo finire la confezione:D lo ammetto)
  • 50 g olio semi di girasole
  • 200 ml latte *
  • 250 g seirass ( o altra ricotta)*
  • 2 uova

* la quantità di latte dipende molto dall’umidità della ricotta che userete. Il mio consiglio è di aggiungerlo poco a poco all’impasto fino ad avere un impasto della giusta consistenza …. ( io ne ho effettivamente usati 200 ml, ma il seirass era molto asciutto)

 

Preparare il crumble impastando burro salato e mandorle , stendere la pasta tra due fogli di carta forno, in uno strato piuttosto sottile ( 2 mm massimo) e mettere in freezer.

Accendere il forno a 200 °C e lasciarlo scaldare.

Mescolare tra loro tutti gli ingredienti secchi dei muffin, mescolare tra loro anche gli ingredienti umidi ( non tutto il latte!) e poi unire i due composti, aggiungendo il latte che serve per avere un impasto omogeneo ma abbastanza compatto.

Mettere negli stampini da muffin.

Prendere la sfoglia di crumble e tagliare tanti quadratini quanti sono i muffin. appoggiarli sopra all’impasto e infornare immediatamente. Lasciare il forno sui 200 °C per i primi 4 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e continuare la cottura per circa 12-15 minuti .