martedì 7 settembre 2010

Pasta, fichi e salame... e una domanda per voi!


Gigli ai friggitelli, fichi e salame toscano
Ad agosto abbiamo passato due giorni a Bologna, e siamo tornati ben volentieri sul luogo del misfatto , all’ Osteria Satyricon , dove ormai ci sentiamo un po’ come a casa, grazie all’accoglienza di Fabri.
Questa volta però abbiamo trovato una sorpresa , un nuovo cuoco in cucina, che si è dilettato a farci assaggiare un po’ tutto il menu’ , dove certi piatti della tradizione sono rivisitati in una chiave più creativa, forse con tocchi non nuovi a chi è abituato a pasteggiare nei ristoranti dei grandi nomi.
Il risultato è stata una cena piacevole e raffinata, dove han trovato spazio dei passatelli nuovi, ma anche salumi tipici e sapori di mare…di fatto nel piatto niente di noioso o esageratamente ardito, anche se qua e là con una strizzatina d’occhio alla cucina molecolare, ma con garbo e nella giusta dose (no, la macchina fotografica non c’era…toccherà che se passate da Bologna ci facciate un salto ad assaggiare!)
Chiacchierando con il titolare e gli amici dopo l’ottima cena, ci siamo ritrovati a chiederci cosa realmente si cerchi quando si esce e si va al ristorante,, che lo si faccia vicino casa, o che ci si trovi in una città nuova da turisti.
Cerchiamo la tradizione, i piatti della mamma, della nonna, quelli che ormai nessuno ci cucina più ma che sono dentro al nostro DNA ? Quelli veraci, con gli ingredienti segreti ?Oppure la sperimentazione, gli abbinamenti arditi , la novità del momento?
Io non ho dubbi. Non amo le sperimentazioni estreme, nè i piatti grandi , bianchi e vuoti, nè le schiumette, le arie, le acque…Sarò fuori moda, controcorrente, sarò antica,mancherò  della chiccheria necessaria per essere un gourmet, avrò un palato conservatore..  ma preferisco un piatto di lasagne ben fatto, o un arrosto, o un dolce di quelli che ti fanno leccare il cucchiaino e anche la ciotola , ritenendo per altro che a volte sia più difficile cucinare bene i piatti che esistono da sempre, che cercare nuove consistenze e nomi altisonanti per nuovi sapori…
(edit) Certo, al ristorante non voglio un piatto noioso davanti .Son certo una cliente complicata. La cucina puo’ emozionare, deve farlo. Ma esattamente come in un’opera d’’arte, io mi emoziono davanti a un Caravaggio più che a Pollock!
Voi come la pensate? So che non siete tutte d’accordo con me, per questo ve lo chiedo:D
Ah..tutta questa premessa non significa che non ami assaggiare accostamenti un po’ inconsueti…Sul menu’ ho letto solo il nome di questa pasta, ma al ristorante non l’ho potuta assaggiare. Quindi a casa, senza pietra di paragone con quella dello chef, ho provato a fare qualcosa di simile….e questa si che ci è piaciuta!:D
Il pizzicantino amarognolo dei friggitelli si incontra con il sapore ruvido e sapido del salame e il tutto si abbraccia alla dolcezza dei fichi..in bocca è un’esplosione di sapore!
Gigli con friggitelli, salame toscano e fichi
per 4 persone
320 g pasta corta
4 fichi
200 g friggitelli puliti e privati dei semi
3 fette di salame toscano un po’ spesse
olio evo
sale e pepe

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Intanto tagliare i friggitelli a rondelline sottili, e le fette di salame e i fichi  a cubetti della stessa dimensione(fateli un po’ più piccoli di quel che vedete in foto:D).
In una padella far scaldare un po’ di olio e far saltare per qualche minuto i peperoni , fino a che saranno morbidi.Spegnere il fuoco, unire il salame e i fichi e aggiustare di sale e pepe.
Far saltare in padella la pasta scolata al dente con il condimento per qualche istante e servire.

43 commenti:

  1. Anche io non ho dubbi Genny!
    Io amo i piatti abbondanti pieni di gusto, ristoranti a conduzione appassionata, che trasmettono calore e che hanno le ricette segrete! Magari se ci fosse anche la tovaglia a quadretti rossi e bianchi sarebbe il top!
    Non per niente la cena da Trussardi mi ha lasciato quasi a bocca asciutta, anche se era tutto eccellente.

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  2. mi piacciono le novità, i gusti azzardaati i mix azzardati ma resto sempre del parere che un'ottima lasagne vale molto di più che le schiumette...perfettamente daccordo con te :)) appunto adoro questo mix che sta nel tuo piatto ;-)

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  3. io sono per i piatti ben fatti, in cui si riconoscono gli ingredienti e la bontà della materia prima, apprezzo qualche accostamento innovativo, ma che non sia troppo cervellotico da capire, se no non ci arrivo... quando mangio non voglio stress!!
    Detto questo, la pasta è bellissima, mi tira assai e la foto ha una luce stupenda!

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  4. Se tradizione vuol dire mangiare poco salutare ben venga un'innovazione che possa "allegerire" la cucina. Ben vengano nuovi accostamenti finché siano realmente gustosi e non forzati per far bella la carta del menù. Ben vengano arie e schiume se queste son fatte bene (credo che mangiare da Bottura o Ferran Adrià non sia poi così tanto male). Ben venga anche la tecnologia e le nuove tecniche di cottura e conservazione dei cibi. Insomma a Bologna potresti trovare delle deliziose tagliatelle al ragù, ma il ragù è fatto con grasso di prosciutto, carne di diversi tipi, la sfoglia con 32tuorli per kg...le mangi la domenica per digerirle il sabato...insomma siamo sicuri che è giusto difendere la tradizione a spada tratta? Siamo sicuri che non mangiamo troppo (e quindi sia giusto diminuire le quantità)? Insomma ancora non ho le idee chiare :-P

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  5. @matteo: non è questione di pesantezza.l'equilibrio conta sempre,e tradizione non è per forza sinonimo di grasso e pesante!nè sono restia ad assaggiare accostamenti nuovi ! anzi!
    Son tutte ste consistenze "nuove" queste "grandi idee" che mi lasciano perplessa. Non dico che non escano cibi buoni. Ma mi pare un po' una fatica inutile e spesso, da parte di alcuni, un riempirsi la bocca di grandi parole e grandi tecniche...sia da chi assaggia che da chi cucina eh....

    però ti ripeto, sono certa che il palato antico forse è il mio, ma son + del parere di elga ..tovaglia a quadrettoni, senza per questo dire no allo stile..:D
    (son tanto vecchia che non lo so mica se potendo , mi fermerei a mangiare da adria...o da bottura...forse per curiosità, ma non per gola...non dettata almeno da quello che ho letto su di loro)

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  6. Sono d'accordissimo con te, non mi piacciono i piatti bianchi e quelle strane "scene" che li compongono. W le tovaglie a quadrettoni e le cose buone!!

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  7. Cara Genny, la domanda e' cruciale ed e' facilissimo cadere nel banale e nella contrapposizione sterile tra due "mondi", che secondo me sono esageratamente lontani solo se chi ne fa parte (da una parte e dall'altra) non ha un solido background, una conoscenza delle tecniche e della cucina di base (o delle cucine di base, se non consideriamo solo le "nostre" tradizioni, ma quelle del resto del mondo che ormai - fortunatamente - ci sta seduto accanto a tavola) robusta e sapiente, che rende capace uno chef, o un cuoco, di renderti felice mentre assaggi un piatto, che sia "creativo" (odio la parola, per me la cucina e' creativa in se') o più tradizionale.
    Quest'estate ho "dovuto" (bellissimo dovere) leggere 5 libri per il premio Bancarella, e contro ogni aspettativa quello che mi e' piaciuto e mi ha coinvolto di piu' e' stato proprio quello su cui non avrei scommesso una lira, perche' mi sembrava il "solito" cuoco che un po' furbescamente cerca di acchiappare il largo pubblico con la cucina ultra-tradizionale. E mentre lo leggevo, e mi rendevo conto che i racconti delle tradizioni della sua famiglia, di come cucina del nonno e del papa' lo avessero influenzato mi toccavano davvero, mi dicevo che magari anche io in fondo, e neanche tanto in fondo, sono terribilmente trdizionalista, molto piu' di quanto potessi credere. La verita' e' che io potendo proverei tutto, perche' sono tremendamente curiosa, e mi stimolano le invenzioni e la ricerca continua, quello che per me e' imprescindibile e' che non ci sia improvvisazione, ma preparazione e conoscenza, e la buona fede, non potrei tollerare in nessuno dei due casi un ristoratore che non si pone in modo onesto verso i clienti.

    Genny, bella, mia hai scatenato la logorrea!!! Scusa :P

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  8. Amo i piatti della tradizione, i sapori di casa, le cose semplici... li adoro e non potrei rinunciarci!
    Però ogni tanto mi piace provare, sperimentare le associazioni che non avrei mai pensato possibile e scoprire con stupore che..mi piacciono!
    Ad esempio, quest'estate sono andata in un ristorantino ad Alassio che ci ha fatto assaggiare un carpaccio di ricciola con insalata di anguria e menta, oppure gli spaghetti di gorgonzola e vongole! A leggere immagino che probabilmente storcerai il naso alla sola idea del sapore forte del gorgonzola con la delicatezza delle vongole... e invece è una vera sorpresa! Un legame perfetto!
    Per cui, prevale la tradizione, ma ogni tanto si anche alle novità! :)

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  9. Quando vado a mangiare fuori, cerco un sapore particolare e raffinato, qualcosa che io a casa non ho mai fatto e che magari non saprei nemmeno fare. mi piace sentire sapori nuovi e accostamenti inusuali. per esempio, questa tua pasta, rientrerebbe certo tra le mie scelte, è un accostamento così bizzarro che risulterebbe molto più che gradito
    Stefania (noidueincucina)

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  10. @cibou: forse stiamo dicendo la stessa cosa.
    io per tradizionale non intendo il menu' fatto per forza come lo fa la nonna. Intendo però il ragu' (è un esempio di capisce vero?:D) dove riesco a riconoscere quel che mangio, una cosa che non sia aria di pomodoro con sospiro di carne ecco:D

    Poi LOGICO che la creatività in cucina è il solo motore che spinge avanti. Quello che mi chiedo io è se per essere creativi sia indispensabile usare tecniche ardite, se una carne cotta in un sacchetto di plastica sia davvero migliore del bollito , e se mangiare dal nome di turno cedendo il proprio stipendio valga la pena....
    INoltre poi onestamente io che non lo faccio per mestiere e non sono preparata tecnicamente , posso improvvisare.
    In giro però comincio a vedere persone uscite dalle diverse scuole che non innovano, non inventano, copiano.

    Io sono convinta di non essere forse pronta.Di avere un imprinting ancestrale che dice al mio palato: quella cosa li ha una forma che non conosci , attento!:D
    Son curiosa, ma son guardinga:D

    la tua logorrea è benvenuta:D


    @tery: no che non storco il naso, non son gli accostamenti che mi lasciano perplessa:D voglio dire...qui di cose strane se ne sono viste no?D:

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  11. wow, che bella ricetta! originale e gustosissima! un bacione.

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  12. Ne parlavo sabato sotto l'ombrellone con mio marito. Di andare al ristorante e ritrovarmi, come capita in luoghi come Viareggio molto turistici, a mangiare uno spaghetto allo scoglio che ha il sapore dello sugo pronto che si compra all'Esselunga, non ne ho più voglia. Da una serata al ristorante mi aspetto qualcosa che mi stupisca, sia un piatto della tradizione ben fatto, con ottime materie prime, sia qualcosa di più ardito. Mi aspetto che quello che mi si presenta possa contribuire a rendere la serata piacevole e questo può accadere nella trattoria così come nella location più elegante... (che frequento molto raramente, però!) Tutto ciò per dirti che sono assolutamente d'accordo con Ciboulette, pur non avendo ancora avuto l'occasione, di testare la cucina "estrema". E la pasta coi fichi mi ispira assai, forse più di quella alle ciliege. Il marito cosa dice? Bacioni!

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  13. Anch'io non sono per accostamenti troppo estremi, però qualcosina mi piace ed i fichi assieme ad altri frutti li trovo superbi legati al cibo salato. Per quanto riguarda la cosidetta "cucina fusion" bè molto meglio il mangiare dell'osteria :-)))
    A presto

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  14. Sono d'accordo con te. Anche io sono un "conservatore" a tavola.
    Ad esser precisi la novità mi piace ma quando questo è veicolata da linearità e semplicità sia di esecuzione sia di presentazione. Mi spiego meglio. Quello che proprio non sopporto è la voglia di "altro" ricercata con fanatismo tecnico celato sotto spoglie di idealismi gastronomici di poco spessore.
    Il tocco di genialità lo si vede non nella destrutturazione della materia e nemmeno nell'accostamento quanto nel bilanciamento del piatto. Saper rendere complementari due gusti apparentemente inconciliabili non è da tutti e chi ci riesce senza ricorrere ai raggi laser o allo yoga da vaporiera è mio "amico" a prescindere.
    Sorry se mi sono dilungato.
    PS
    Confesso che questa pasta mi tenta parecchio...:)))))

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  15. Abbinamento particolare, ma i tre ingredienti mi piacciono tutti e quindi perché non provare? sono sempre aperta alle novità :)

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  16. Dato che chi bazzica in questi siti o e' un foodblogger o vorrebbe diventarlo, io cerchero' di rispondere dal punto di vista di un foodblogger.
    Parlo per me, ma credo che valga per molti lettori: un foodblogger al ristorante soffre.
    Io l'avrei fatto cosi', io l'avrei fatto cosa', questo accostamento e' troppo, o troppo poco, audace etc. etc. etc.
    Un foodblogger cerca di pubblicare sempre cose nuove, quindi anche al ristorante non cerca subito e sempre i piatti tradizionali e consacrati, quelli con le ricette depositate in Camera di Commercio. Un foodblogger al ristorante guarda, annusa, analizza, giudica.
    Se quello che gli mettono davanti gli piace, tutto bene, altrimenti e' una sofferenza. E del resto qua stiamo parlando di impressioni personali, non di regole scolpite nella pietra. Consideriamo che anche i critici piu' blasonati quando fanno una recensione esprimono niente piu' che il loro parere.
    Io? A me piacciono i piatti pieni di gusto, cucinati con cura e non sbadatamente. Se poi sono tradizionali o innovativi che mi importa? La presentazione nel piatto mi puo' interessare, ma quello che conta e' la prima forchettata (anche la seconda, la terza, etc), insomma quello che occhi, naso e bocca mi dicono.
    Come ristorante mi piace quello luminoso, non troppo rumoroso, con servizio che risponda e non faccia finta di non vedere. Soprattutto detesto i camerieri e i commensali chiaccheroni: dato che pago almeno lasciatemi gustare in pace.
    Al ristorante vado poco volentieri, salvo che non conosca chi cucina e come cucina. Se il cuoco mi conosce di sicuro mi dira' "faccio io" e mi mettera' davanti cose di cui mi ricordero'.
    Tradizioni o no, che importa? Basta che piaccia a me. Non si puo' generalizzare.

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  17. A me piace andare al ristorante per mangiare, innanzitutto, sono sempre stata curiosa (anche prima di scoprire questo mondo di foodblogger) al ristorante amo la professionalità, la cordialità, per intenderci il titolare o il personale che ti tratta come se tu fossi cliente abituale.
    Poi..mi piace stupirmi, sempre, di fronte alla creatività, alla capacità di riuscire, con gli stessi e soliti ingredienti, a creare piatti diversi. No, non amo le schiumette..o le arie......mi fanno anche un pò senso.
    Per me, che posso scegliere, la cosa alla quale non voglio rinuciare è uscire soddisfatta e non pentirmi di non essere stata a casa. mi sono spiegata? ;-)
    O sono uscita dal concetto?

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  18. Premesso che la foto è bellissima e la ricetta mi tenta molto devo dire che concordo con CorradoT nel fatto che una foodblogger al ristorante soffre e io ho sofferto molto questa estate a Stintino (Sardegna) . Andare al ristorante per me significa provare piatti non solo presentati in modo creativo dalla mente di uno chef ma anche gustare sapori e accostamenti a cui io magari non avrei pensato, assaporare la qualità di materie prime sapientemente cucinate altrimenti che gusto c'è?

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  19. io amo l'arte moderna, ma sul cibo sono nettamente più tradizionale... il molecolare lo lascio volentieri ad altri :-)

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  20. Genny,
    non so se era coto in un sacchetto, ma qui a Brusciano, dagli Sposito, ho mangiato un filetto di maiale cotto per un numeri indefinito di ore a bassissima temperatura che si scioglieva in bocca e che mi ha sciolto il cuore.
    Sempre meglio essere guardinghi, o prudenti, cmq, come sono io da anni (mmmh...posso dire piuttosto, ostile???) verso il soffritto di interiora di maiale (tradizionalissimo) della suocera :P

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  21. Cara Genny, mi trovi assolutamente d'accordo.
    Anch'io amo i sapori della tradizione, perchè l'ingradiente del ricordo per me è quello che conferisce un sapore speciale e unico, anche in un piatto semplicissimo. Per contro non amo le sperimentazioni esasperate, ma non rifiuto accostamenti nuovi, purchè armoniosi e non fatti per stupire ma solo per valorizzare.
    I fichi per esempio per i piatti salati mi piacciono molto, ma anche questa è tradizione. La tua pasta però non la conosco, ma dal momento che la pensiamo in in modo simile sono sicura che incontrerà i miei gusti.
    Un abbraccio e a presto

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  22. Talebana su alcuni piatti, meno su altri ma in fondo in fondo rimango sempre tradizionalista, per quel che significa.
    Esperimenti, gas, vapori e quant'altro non mi interessano, se mangio pollo...deve avere forma di pollo, altrimenti mi preoccupo :-)

    Ah, pasta da ...bis :-)

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  23. i fichi si sposano bene con tanitssimi piatti ma con la pasta è un abbinamento per me nuovo.. sicuro da provare...

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  24. Tradizione forever! Piatti autentici, genuini, fatti con amore: non chiedo altro :)
    Poi odio quelle cucine dove ti fanno una cosa super concettuale che dopo due forchettate è finita e tu rimani lì a chiederti "e adesso?" ...

    La pasta è bellissima. Peccato per il salame che non posso mangiare, cmq è comunque una meraviglia!

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  25. io non vado quasi mai a mangiare al ristorante. sarà perchè le ultime volte uscivo con la sensazione di essermi intossicata senza nemmeno aver goduto un pò. e anche perchè quelli seri dove si mangia bene e con materie prime di qualità aimè non rientrano nel mio budget. Non sopporto le microporzioni e gli esperimenti da piccolo chimico molecolare li faccio in casa con la supervisione del bressanini che almeno mi posso fidare.... l'idea di una spuma di bistecca chianina ovviamente mi fa inorridire...
    La pasta coi fichi invece mi fa venire l'acquolina in bocca, guarda un pò... :D

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  26. questa pasta contiene solo ingredienti che mi piacciono, dev'essere strepitosa!
    io al ristorante non soffro :)
    o perlomeno non soffro a prescindere. amo sia i piatti della tradizione che le novità, dipende un po' dal momento.
    l'anno scorso per il mio compleanno sono stata da joia che era abbastanza il trionfo della schiumetta e mi è piaciuto moltissimo, ma non per questo abiuro il ragù di cinghiale gustato in toscana questa estate.
    diciamo che non sono una fan del molecolare, ma che vado un po' a umore

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  27. Ti appoggio Caravaggio!!
    I buoni sapori tradizionali e semplici mi riconquistano ogni volta.
    Gli esperimenti di cucina troppo azzardati o troppo elaborati non mi hanno mai convinta.
    La tua pasta ha abbinamenti molto interessanti, la provo!

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  28. Bella questa ricetta, mi piace l'abbinamento fichi-friggitelli.
    Per quanto riguarda invece il tuo quesito sulle preferenze al ristorante, beh, non riesco a escludere uno stile rispetto a un altro. Adoro quella che alcuni definirebbero "alta cucina" - tanto per fare qualche esempio, il mitico Gennaro Esposito, Niko Romito o Andoni Aduritz - tuttavia apprezzo moltissimo anche una semplice trattoria che prepari piatti davvero gustosi. Però quando vado al ristorante voglio assaggiare qualcosa di speciale, qualcosa che io non sia in grado di cucinare a casa (o perché non è un piatto della mia tradizione o perché ci sono materie prime selezionate con particolare attenzione oppure perché la tecnica di esecuzione è troppo complessa). Accanto a questi elementi poi c'è sicuramente il piacere di stare fuori, in un ambiente gradevole ecc. ma il mio primo pensiero è sicuramente la cucina.

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  29. Caspita che particolare il sapore di questa pasta: un ingrediente dal gusto deciso e altri due motlo dolci! dev'essere tutta da provare!
    ci piace moltissimo anche il formato che hai utilizzato però!!!
    complimenti, idee sempre originalissime!!!!
    un bacione

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  30. Per forza di cose devo sperimentare: farine, accostamenti. Poi viaggiando molto ho dovuto adattarmi per cui ho un concetto un po' vago di tradizione, o meglio dovrei ridefinirlo.
    Odio le mode, detesto il prassapochismo cosí come la supponenza e di questi ingredienti ce ne é a josa in giro per il mondo. Per il resto se un piatto é fatto bene, intendo con solide fondamenta, con ispirazione (non dico amore) e la combinazione é gradevole..non vedo confini..Baci

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  31. Allora premetto che vado pochissimo a ristorante (siamo più una famiglia da feste di paese, di quelle che si fanno qui in Emilia, dalle mie parti, dove non c'è nemmeno la tovaglia per intenderci, dove ci sono signore un po' avanti con gli anni che cucinano con il cuore, l'esperienza e la passione di chi lo fa da tanti anni e sempre con gli stessi rituali di una volta), ma quando andiamo voglio andare in un posto dove posso assaggiare abbinamenti desueti, che magari non oso fare perchè a casa non li assaggerebbe nessuno. Non vado certo a mangiare i piatti della tradizione perchè, come dice corrado, soffrirei troppo, ovvio che se la compagnia vale mi adeguo e vado anche se per me non è il massimo.

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  32. lo famo strano? lo famo normale?
    a me basta "lo famo bene".
    senza presunzione, senza personalismi, senza autoreferenzialità o divismi di alcun tipo, ma con professionalità, serietà e un po' di umiltà, che non guasta mai. E a quel punto, a me va bene tutto.
    besos
    ale

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  33. Assolutamente! Se ne sono viste di cose strane :))
    In effetti ho riletto il mio commento ed effettivamente ho sbagliato a scrivere!
    Il tuo blog mi piace un sacco anche per le proposte atipiche!
    Comunque era solo il mio pensiero tra tradizione e "stranezze" alimentari!
    :DD

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  34. Mi piace il tradiozanle con quella punta di innovazione che lo incuriossice e stuzzica, esattamente come questo primo!

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  35. decisamente un azzardo come abbinamento ma i gesti audaci mi piacciono

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  36. Non ho letto tutti i commenti sopra di me, però per rispondere alla tua domanda io quando vado a cena fuori cerco gli abbinamenti insoliti. Non mi è mai capitato di andare in un ristorante troppo all'avanguardia (guardo con timore reverenziale La Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni ogni volta che ci passo davanti, ma per ora 130 euro escluso caffè e bevande sono un pò troppi per me) ma eccome se mi piacerebbe! Questo ovviamente non significa che non mi piacciono le cose della tradizione, anzi, adoro il minestrone, i vincisgrassi, la stracciatella, i tortellini in brodo, il coniglio in potacchio, lo stoccafisso, e tutte le altre prelibatezze che prepara mia nonna quando vado a pranzo da lei, ma proprio per questo non so se avrebbero lo stesso gusto mangiate in un ristorante. In questo senso sono ancora più tradizionalista di te, questo genere di cose le mangio solo a casa! Quando esco invece mi piace di più mangiare cose che non prepara la nonnina, accostamenti strani, cucine esotiche, tutte quelle cose che a casa da sola non avrei il coraggio di provare ma che magari mi fanno scoprire un mondo nuovo!

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  37. non riesco nemmeno as immaginare che gusto abbia questa pasta..ma la trovo estremamente originale. Io quando mangio fuori pretendo di mangiare cose che a casa mia non posso e non so cucinare. Non mangerei mai una fettina di carne alla piastra con insalata, pasta alla norma o patatine fritte....ma da brava celiaca mi devo accontentare... :-D
    buona giornata

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  38. Adoro quest'espressione, è molto italiana e simpaticissima. Una grande pasta, non avrei pensato ai friggitelli ;-)

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  39. mannaggia tesoro mi hai scatenato un dibattitone con sta domanda :)... ne abbiamo già parlato lungamente solo resto dell'idea che la reazione dipende sempre dal motivo che mi spinge ad andare a mangiar fuori. Io le polpette preferisco mangiarle a casa perchè sarà banale ma alla fine nei ristoranti al 90% esistono per smaltire la ciccia avanzata (e ben venga perchè buttare il cibo è un sacrilegio) però poi finisce che le pago come un secondo di pregio (lo so sono una che si fa prendere dalle teorie cospiratrici :) )
    Però ribadisco dipende cosa cerco e il motivo per il quale vado in un ristorante. Poi la "sofferenza" e la criticità sull mangiar fuori è di tutti quelli che hanno un minimo di passione per la cucina...(ho molestato un sacco di cuochi con chiacchiere e domande proprio per questo).
    Tutto il resto è tanto personale che diventa difficile, il mio palato e la mia testa sono aperti a qualunque cosa che io non abbia assaggiato e mi faccia ribrezzo. Per il resto sono onnivora a 360° e adoro provare le novità.

    ...ma in realtà queste mie chiacchiere sono fuffa. La cosa realmente importante è che questo piatto è buonissimo! E entro la fine della settimana andrò a sperimentare quello del ristorante (sperando che ci sia ancora in menù)....è vero sono di parte ma sono anche sincera :)

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  40. questa è una domanda da 1 milione di dollari!
    dunque dunque... quando viaggio o vado in posti nuovi mi piace assaggiare i piatti della tradizione, preferisco le osterie caserecce dove il piatto che mi servono è molto molto vicino a quello che può fare la nonnina del paese (che mica mi può invitare a cena ;P), ma se invece sono in posti che conosco preferisco provare, sperimentare, testare nuovi abbinamenti e preparazioni...Sono curiosissima e assaggerei di tutto, anche gli insetti fritti asiatici!!!Yumm!

    Passando alla pasta...WOW!!!Mi piace!Eccome se mi piace!!!Questa la provo di sicuro!!!

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  41. La risposta per me è facile : io amo le cose BUONE. Non importa se siano minimal, tradizionali, creative, improbabili. Basta che siano buone. E allora tutto acquista di senso. Non ho simpatia per il ricorso a ingredienti "chimici", questo forse è l'unico parametro che mi influenza a priori, il resto è solo soggetto all'assaggio !!!

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